Esito gita Monte Pedena 2399m

sa 6 febbraio 2021

La meta prevista per questa gita è il Monte Pedena ma io e Antonio Tassinario, l’altro capogita, decidiamo di cambiare all’ultimo dopo aver sentito un alpinista del luogo, che ce lo sconsiglia vivamente per le condizioni sfavorevoli. In effetti il pericolo valanghe è 3 marcato e il bollettino pronostica facili distacchi del manto nevoso. Optiamo quindi per il Monte Lago, sempre nella stessa valle ma oggettivamente più sicuro.
La partecipazione è discreta: si iscrivono in dieci, e molti di loro sono alla prima gita sociale con la SEM.
Partiamo un po’ in ritardo rispetto al previsto, verso le 9.30. La salita si svolge tranquillamente per il facile percorso, il gruppo si sfilaccia un po’ per le diverse velocità dei partecipanti ma le soste per aspettarsi sono diverse, e il fatto di essere in due capogita ci permette di avere sotto controllo tutti. l’ultimo tratto di salita è un po’ più impegnativo e rallenta alcuni di noi, la vetta viene comunque raggiunta da tutti entro le 14.
La discesa è faticosa per via della pessima neve: si scia prima su crosta non portante, per ingaggiarsi poi con le vecchie tracce ormai gelate di chi ci ha preceduto e rischiare infine di venir murati dai tratti di neve alta e pesante. Nel tratto sommitale sciamo stretti sulla cresta, per evitare di andare su un pendio che non ci piace, ripido, con bocche di balena aperte ed esposto a sud: questo aggiunge un ché di avventuroso alla gita.
Nonostante la discesa non entusiasmante, comunque, il bilancio della giornata è molto positivo: siamo stati insieme finalmente in montagna, la compagnia è stata ottima, e anche il paesaggio è particolarmente suggestivo, per la luce giallastra data dalle nuvole africane, cariche della polvere del Sahara (anche se avremmo preferito un altro tipo di polvere).
Sono stati seguiti tutti gli accorgimenti anti contagio: equipaggi delle auto di due massimo tre passeggeri, distanze di sicurezza, utilizzo delle mascherine.

Federico Timeus