Gli Amici della "Silvio Saglio"



Lunedì 7 dicembre 2020, l’amico fraterno MARIO BERTOLACCINI, ha salito l’ultima e più alta delle tante montagne della sua vita. Classe 1937, Mario è stato (e resta) un fortissimo alpinista, oltre che un grande istruttore, un affidabile compagno di cordata e un impareggiabile relatore per tutti i campi che riguardano la didattica, la sicurezza e la tecnologia dell’andare per monti.
Il funerale si terrà il 15 dicembre ore 10.00 a Buccinasco, parrocchia di San Gervaso e Protaso.

Tutta la SEM si stringe, con affetto, attorno alla famiglia di Mario.

Professore universitario (con all’attivo ben 34 pubblicazioni internazionali) e, per molti anni, colonna del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano, Mario ha sempre messo a disposizione la propria grande cultura e la propria conoscenza scientifica a favore del mondo alpinistico. Ha contribuito così alla crescita esponenziale della Scuola “Silvio Saglio” della SEM e di tutte le scuole italiane del CAI.
Per tanti anni ha ricoperto incarichi di responsabilità direttiva non solo per la SEM, ma anche per tutto il Club Alpino Italiano. Negli anni Ottanta, per sua iniziativa, è nata ad esempio la Commissione Regionale Lombarda di Alpinismo, di cui è stato anche il primo presidente; ha collaborato a lungo con la Commissione Materiali e Tecniche del CAI; ha contribuito in modo determinante anche alla nascita della Scuola Regionale Lombarda di Alpinismo (avvenuta proprio sotto la sua presidenza della Commissione). E’ stato membro della Commissione Nazionale Scuole di Alpinismo e Scialpinismo italiane, promuovendo la riforma delle Scuole italiane di alpinismo e scialpinismo.
Come alpinista - spesso in cordata con l’amico Oreste Ferrè - ha salito le più belle pareti dell’arco alpino: il Couloir du Diable al Monte Bianco, la Nord della Aiguille Verte al Bianco, la Via Bumiller al Piz Palù (Bernina), la Via degli Scoiattoli alla cima Scotoni, la Via Costantini Appollonio alla Tofana di Rozes, la Via Cassin alla Piccolissima di Lavaredo, la Via Cassin alla Ovest Lavaredo, lo Spigolo Giallo alla Piccola di Lavaredo, la Via Detassis alla Brenta Alta, la Solleder al Sass Maor, la Solleder alla Nord-Ovest della Civetta, e tante altre.
E’ stato insignito del premio Gilardoni La Torre del CAI per il suo operare nel campo della didattica e della sicurezza e per il suo impegno globale nel modo delle scuole di alpinismo.

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Domenica 12 gennaio 2020, scalando una cascata ghiacciata, è deceduto a Poschiavo il nostro amico e socio Lorenzo Castelli.
Milanese, classe 1971, istruttore titolato di Alpinismo del CAI, dal 2012 al 2017 ha ricoperto il ruolo di direttore del Corso di Ghiaccio presso la SEM di Milano. Alpinista eccellente e polivalente, nel 2014 era entrato a far parte della Scuola Regionale Lombarda di Alpinismo e Arrampicata, ricoprendo anche incarichi direttivi. Grazie alla sua autorevolezza, sapeva trasmettere agli allievi passione, tecnica e sicurezza. Fra tutte le sue salite, amava ricordare in particolar modo la “Ringo Star”, sulla parete Nord-Ovest del Pizzo Badile
Informatico di professione, oltre che di Alpinismo, era appassionato di chitarra acustica e di Fotografia.
Ha partecipato a diverse spedizioni extraeuropee.

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Istruttore Nazionale di Arrampicata Libera, forte alpinista ed esperto ghiacciatore, ma, soprattutto, insostituibile amico fraterno per tanti di noi. Franco Rainoldi ci ha lasciato, raggiungendo la sua ultima sosta, mercoledì 18 marzo 2009.
La montagna, che così tanto amava, gli ha giocato un brutto scherzo... Ma lui starà già studiando relazioni di nuove vie, al mondo sconosciute. A tutti noi della Scuola di Alpinismo e Scialpinismo "Silvio Saglio", così come a tutta la sezione SEM, non resta che stringersi forte attorno alla sua famiglia.
Chi l'ha conosciuto come istruttore ricorderà certamente la sua ineccepibile "professionalità". Chi ha avuto l'onore di legarsi in cordata con lui porterà sempre nel cuore il suo sorriso.
Ci mancherai a ogni tiro di corda, Frank.
Ci mancherai a ogni allegra riunione e a ogni notte in rifugio.
Ci mancherai a ogni birra.
Ci mancherai.
La tua Scuola, i tuoi amici

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Vigevanese di nascita ma milanese di adozione, oltre ad essere Istruttore Nazionale di Alpinismo del CAI presso la nostra scuola, Luca era un grande professionista nel campo del fundraising.
È stato responsabile raccolta fondi della ONG Cesvi di Bergamo e consulente di fundraising presso un’unità di ricerca del CNR.
Ha lavorato presso l’agenzia di comunicazione per il non profit Aragorn come responsabile corporate fund raising e come responsabile raccolta fondi di Soleterre Onlus.
La montagna e il non profit erano le sue due grandi passioni.

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Noi abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo, non solo come generoso e partecipe istruttore della Scuola di Alpinismo e Scialpinismo “Silvio Saglio”, CAI-SEM, ma anche, e soprattutto, come compagno di cordata. In tanti, allievi o istruttori anch’essi, hanno condiviso con lui la passione per la montagna.
Tuttavia resta immensamente difficile spiegare chi era Marcello.
Difficile, in special modo, per chi – come noi – gli è stato accanto per tanto tempo su sentieri, pareti di roccia, creste affilate, cascate di ghiaccio, pendii di neve e allegri tavoli di trattorie alpine. Per chi, insieme a lui, si è svegliato alle 3 di notte in bui rifugi tintinnanti di moschettoni o in angusti bivacchi scossi dal vento.
Potremmo raccontarvi del suo curriculum alpinistico davvero invidiabile. Oppure delle sue qualifiche e dei suoi impegni… Istruttore Nazionale di Alpinismo, direttore a più riprese sia del Corso di Cascate, sia del Corso di Alpinismo della nostra Scuola, Istruttore della Scuola Regionale Lombarda, sottile e preciso redattore di dispense per alpinisti.
Potremmo elencare le vie percorse o raccontarvi le sue capacità di sublime ghiacciatore, contare la quantità di lezioni tenute ad allievi e istruttori di tutta la Lombardia o farvi leggere i suoi scritti su ghiacciai e cascate.
Invece vi diremo solo che Marcello aveva il fascino, arcano e misterioso, che appartiene alle persone speciali. Quelle con cui stai bene e ti senti sereno, ma non sai spiegarti il perché.
Quelle con cui puoi parlare di stelle (il suo pane), di musica o cinema, di fisica o letteratura, di surf o vela (eh sì, la vela!), di informatica (ah… linux!)… senza che abbiano mai ostentato alcunché della loro cultura, intelligenza, genialità.
Il suo vivere la montagna era trasversale alla retorica, al protagonismo, alla prestazione, alla conquista. Il suo vivere la montagna era solo ricerca di libertà, bellezza e sensazioni altrimenti introvabili.
Marcello era sempre un passo avanti, sia che dovesse condurre la cordata, dirigere un gruppo di allievi o analizzare una situazione complessa. Eppure, appena fatto il passo, si fermava ad aspettarti.
Adesso il passo l’ha fatto lungo.
Così, nel mentre fatichiamo e arranchiamo in questa nostra vita che continua, ci piace l’idea di lui che ci aspetta e di noi che lo ricordiamo attraverso l’emozione di un simbolico riconoscimento.

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Il saluto della compagna di vita

"Cari amici della SEM, eccomi a voi, stanca, svuotata, leggera. Fabrizio non c'è più.
Ha combattuto fino alla fine da alpinista quale lui è. Nessun funerale, nessuna commemorazione formale. Gli ultimi sincopati giorni di vita di Fabrizio hanno prodotto una veglia domestica spontanea di amici e parenti accorsi alla spicciolata. Una festa multicolore di affetto e amore. Il 19 aprile 2013 alle 00:10 Fabri ha smesso di respirare.
I giorni seguenti sono trascorsi in sospensione per me e solo ora ritorno a guardare fuori.
Da qui si riprende il percorso ..." [continua]