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Prima Uscita - Val Masino - 15-16/1/2000

Grande successo della prima uscita del corso in val masino: 1 solo allievo ferito (lieve) e 1 brasato (completo).

Eventi salienti in ordine sparso:

Un pezzo di magligno ghiaccio, apparentemente staccatosi di sua spontanea volontà ha centrato in pieno lo zigomo (che dopo il naso é il bersaglio più ambito, quello con cui si fanno il maggior numero di punti, una spalla son capaci di colpirla tutti....) di Roberto Acchiappati , procurandogli un estremo e subitaneo piacere oltre che un ottima scusa per dormire lunedì mattina e per girare con i ray-ban scuri per un paio di settimane. Il corpo istruttori compatto se ne rammarica, ma sono cose che capitano, speriamo che l'accaduto non induca ad una defezione del sinistrato.

Sul lato "comiche" ha invece strappato più di una colica renale il meraviglioso "NON CI STO PIÙ DENTRO!!" urlato a metà di un muro di 12m a 85 gradi, dal nostro grandissimo Davide Branca, poi fatto salire per altra via con grande spreco di mezzi e manovre. Momento di grandissimo pathos e coinvolgimento emotivo quello in cui, sempre dal muro, sale una voce flautata (come di barrito) che impreca "ho perso la picozza!!..&%$#@{!!!". Ora, secondo le più elementari anche se profonde leggi della fisica, una picozza persa di mano, tende per natura del campo gravitazionale a cadere verso il basso, più precisamente verso il centro della terra, con una accelerazione di circa 9.8 m/s*s, come ben sanno quelli che stanno di sotto a prenderla in testa. Il nostro allievo, sovvertendo ogni legge della fisica e del buon senso é miracolosamente riuscito a prederla verso l'alto. L'attrezzo é rimasto infisso nel ghiaccio 2 metri sopra al climber al quale si é sfilata la mano dal guanto+dragonne. I muscoli brasati hanno fatto il resto, impedendo ogni tentativo di bloccaggio per il recupero, il quale é avvenuto poi nel più classico stile circense: aggancio con picozza restante su occhiello terminale della picozza infissa ed estrazione al volo di quest'ultima. Segue piombone in perfetto accordo con le leggi precedentemente violate. Standing ovation dell'intera bergamo alta, in sosta al tiro di sotto. Una dura prova per le mezze corde del Jeff. "Ecco un vero alpinista" il commento di MaxPantani, dal bar.

Oreste ha deciso di comprare dei chiodi da giaccio in sostituzione di quelli appartenenti a Tita Piaz recuperati nel lontano 1936, durante una ripetizione invernale di una sua via, nel corso della quale peraltro perse la vita un non meglio precisato "tedesco". A seguito di questa notizia si é anche avuto un visibile miglioramento delle condizioni psico-fisiche generali della Tata, in cordata con lui.

Il bivacco Meroni presso St. Martino ha retto all'orda di barbari che lo hanno occupato, dimostrando una insperata solidità costruttiva. Grandissimo Dante, che al mattino a fatto "il cubo" con le coperte del letto, in prefetto stile militaresco-rifugistico, come si conviene in un bivacco.

Lolita Lola Arnoldi é caduta in un profondo sonno ibernativo (rotto solo a tratti da coloriti improperi) all'uscita della II cascata dell'oro, in seguito alla sosta forzata per il recupero di quello che non ci stava più dentro. Dopo un periodo di quarantena nel frigo del bar monica é ora in corso di disgelo a mezzo fiamma ossidrica.

Giorgione non é rientrato con il buio. Solo il secondo giorno però...... é già un grande successo che ci induce a ben sperare per il futuro.

La tuta The North Face di Bruno é rimasta miracolosamente illesa nonostante la presenza in valle di Aspirina.

Marcellino, convinto dalle dottissime argomentazioni esposte con garbo e tatto da una bocca da fuoco calibro 9mm, ha rinunciato a portare gli allievi sul quinto grado. Ma solo perchè é la prima uscita.

Complessivamente ci sembra che sia andata bene, e, visto come vanno le cose, lo spettacolo é garantito anche per la prossima volta.
Buon triangolo a tutti. Alla prossima.

Marcello & Giorgio

Riceviamo e volentieri pubblichiamo qui di seguito un gustoso contributo alla cronaca dei fatti inviatoci dal vero alpinista Alp Max. Grazie! [Sono ovviamente graditi anche i contibuti provenienti da tutti gli altri affetti da balordismo acuto che popolano la scuola di alpinismo Silvio Saglio, istruttori & allievi]

Gli aggregati
Fiction in due puntate

Riassunto Prima parte
Cordata di punta: Max, Aaron, Tata;
Cordata di coda: Beppe, Ferra (alias "Aspirina")
Meta comune: Promenade
Eventi salienti:

1) Appare Beppe Prosperi. Importanti ricerche scientifiche facevano risalire la sua ultima comparsa
al periodo mesozoico e davano per certa la sua estinzione. Sull'argomento si preannunciano scoop
giornalistici di Newton e Focus.

2) Il Ferra arriva allegramente all'attacco della cascata e si accorge di avere lasciato la giacca a
vento in macchina. Di conseguenza, si fa mendicante di indumenti con cui coprirsi presso le altre
cordate.
Più tardi, al bar Monica, la indossa per dimostrare che l'aveva comunque portata.
Quindi rientra a Milano lasciandola lì (con dentro le chiavi di casa).

3) La cordata di punta, ispirata da un Maxpantani in gran forma, lascia l'itinerario classico di
salita (ritenuto troppo affollato) e si avventura in una variante 'molto alternativa'. Gli
intrepidi nuotano nella neve marcia, zappano il muschio, arpionano arbusti ed erba secca, operano
incastri e lolotte sulle roccette affioranti dando prova di grande adattabilità su ogni tipo di
terreno. Vengono premiati da una colata di ghiaccio stupendo, con riflessi verdi e un diedrino a
80°, che vede il battesimo da primo di cordata di Iena Aaron. A suggello della giornata, i tre hanno
svuotato la bottiglia di grappa al miele. Senza dubbio, una pagina di alpinismo vero.


Riassunto Seconda parte
Cordata di punta: Max, Aaron
La Tata, duramente provata dalla nottata in tenda (---censura---), abbandona la cordata di punta e
cerca conforto presso Oreste.
Meta: Ghiaccio bollente
Eventi salienti:

1) Aaron dà prova di incredibile sagacia tattica e arguzia tipicamente alpinistica, attrezzando la
sosta del secondo tiro esattamente nel punto in cui convogliano tutte le scariche di ghiaccio della
nostra e delle 26 cascate circostanti. Le altre cordate guardano ammirate, da lontano.

2) Sul muro a 90° della cascata Maxpantani mette in curriculum il primo grado 4 della sua breve
carriera cascaterizia, suggellando l'impresa con una chiodatura spartana: terminata l'intera serie
di chiodi nei primi 10 metri, si adatta ricorrendo ai chiodi altrui, nonché rinviando anche su
moschettoni a ghiera delicatamente martellati nel ghiaccio.

3) Il clou del week-end sull'ultima sosta di Ghiaccio Bollente. Assieme a una gioviale coppia di
Como che aveva salito con noi la cascata, attrezziamo le doppie e intanto facciamo due chiacchiere:
"Il muretto era proprio a 90°... Andiamo via veloci che qua si scioglie tutto... Conosci qualcuno di
Milano... Ah, sì, il Berzi e il Biagini... Sì, noi siamo della SEM..."
Un attimo di silenzio...

"Ah! ... Quelli del calendario!"

Abbiamo finito di ridere alla macchina.

Alp Max

VOTO 0/0/0/0 su scala 0-5

Data 17/3/2006