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Prima Uscita - Val Febbraro - 20-21/1/2001

La Val Febbraro e la moulinette sotto il bombardamento alleato.

Cominciamo col tranquillizzare i più, a dispetto del titolo siamo tutti (quasi) illesi e triangoliamo alla grande.
Detto questo, diamo la stura alla cronaca:

SABATO:
Salendo, la val Febbraro sembra deserta, ci addentriamo nel bosco pieno di neve, costeggiando il torrente, in uno scenario da fiaba, seguendo un'esile traccia. "Alé, non abbiamo sulla testa nessuno!!", questo il pensiero del direttore tapino. Giunti sotto il muro della cascata l'atroce realtà. Volano bassi sulle nostre teste numerosi B52 NATO, intenzionati ad aprire i portelli per sganciare frigoriferi, televisori e interi porticati di colonne sulle nostre truppe. Con sprezzo del pericolo piazziamo Giorgio, legato alla parete, in piena linea di tiro. Praticamente un sacrificio umano, il cristiano in ceppi offerto alle fiere. Lui eroico parte con il pippone sulle soste e l'assicurazione con il secchie....
E qui, a mezza frase, la prima deflagrazione. Un obice da 50x20 in puro travertino impoverito, si fionda sulla coscia del Nostro oratore. La botta suscita raccapriccio negli astanti, l'incasso di alcune scommesse precedentemente contrattate (3 a 1 che lo centrano nei primi 5 minuti), un ululato di dolore, un fuggi fuggi generale, un parto trigemino, e qualche commento ovvio, tipo: "ghiaccio fragile", "lo sapevo io", "cazzo che botta".
Ma Giorgio, eroico, tiene duro, e porta a termine la demo, subendo dal nemico solo ancora alcune raffiche di mitragliatrice. Plauso generale, altre scommesse.
Una volta piazzate le corde per la moulinette, sempre sotto un incessante fuoco nemico, riscontriamo un vile tradimento. L'aggregato Aaaaaaaaaron passa dalla parte del nemico e sgancia la mamma di tutti i frigoriferi. L'ogiva deflagra in campo aperto, ma le schegge colpiscono Fabio che sprimenta sul polso l'intenso piacere già provato da Giorgio.
Solo verso l' una del pomeriggio i caccia finiscono il carburante e rientrano alla base. Ci possiamo rilassare. Parte la sagra del tirangolo, e, incredibile ma vero, tutti danno il meglio. Questo gruppo di allievi sembra recepire la figura geometrica. Ci prende una soddisfazione euclidea.

EXPLOIT: Marcellino regge tutto il giorno senza fare nemmeno un tiro slegato.

BISCHERATE: il duo Marcellino-Guido attacca il muro della cascata di borghetto di destra (4+, ~20m) alle 16.30. Risultato: ravanamento in discesa, doppia problematica e mega groppone di corda. Tutto al buio. Frontali zero. Un commento di guido a caldo, raccolto dal diretur in paziente attesa alla base della cascata: "ho visto il bivacco in faccia". No comment.

DOMENICA:
Lasciate le macchine a isola ci accorgiamo che di macchine altrui ce ne sono proprio tante. Vediamo partire intere squadre di bergamaschi con i picconi sullo zaino, valligiani con le zappe, unni con le asce, russi con gli uncini, e tanti altri che avremmo preferito non vedere. Lo scoramento generale e la rassegnazione alla contusione multipla, serpeggiano tra le file.
Saliamo lo stesso.
E qui accade il miracolo.
Gli unni & soci svaniscono in un buco nero! la cascata è libera, gli uccellini cinguettano, c'è il sole, al diretur appare San Giorgio, in posizione ieratica, che proferisce: " che botta di culo!".
Allora tutti sotto! si comincia con le manovre, e poi, quando tutti sono freddi e duri come stoccafissi, aridalli con il triangolo, questa volta "advanced".

A conclusione di questa 2 giorni mulinettatoria, la cascata che si presentava grassa e ricoperta di neve, si ritrova ora lucida come uno specchio e completamente disgaggiata, praticamente come una qualunque cascata percorsa da Dante fino all'anno scorso, trebbiata dai suoi scarponi da sci alpinismo chiodati. Quest'anno invece, in ossequio ai tempi, Dante sfoggiava due splendidi esemplari di scarponi in pelle ultimo grido, acquistati rigorosamente troppo piccoli, peró. Lo rivedremo alla prossima uscita con i soliti caterpillar??

EXPLOIT: Francesca D. tira un colonnino di 8 metri leggermete stallattitico, uscendone viva ma non illesa; le ginocchia hanno già iniziato le pratiche per ottenere un trapianto. Bar Max si frantuma per l'ennesima volta il medesimo dito compiendo una sensazionale salita: la prima assoluta in solitaria invernale della stradina asfaltata (e spazzata dal gatto) che da Isola porta alle baitine. L'ansa precisa anche che l'exploit è stato compiuto in discesa e senza auto-assicurazione su nessun tiro di corda.

BISCHERATE: il direttore dimentica un inestimabile chiodo in cima a una moulinette e con il buio incipiente deve andarselo a riprendere sotto gli occhi sarcastici del suo vice. Gabriele rischia la pena capitale partendo in tutta fretta per Milano con a bordo la borsa del diretur ma senza il medesimo, il quale vede avvicinarsi una nottata sul pianerottolo di casa, visto che, insieme alle mutande, nella borsa c'erano pure le chiavi di casa, della macchina ecc. ecc. e per questo chiede il massimo della pena.


Buon triangolo a tutti. Alla prossima.

Marcello & Giorgio


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Data 17/3/2006