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Terza Uscita - Valsavaranche - 10-11/2/2001

Ultima uscita in Valsavaranche

Il corso si è felicemente concluso con una due giorni radiosa in Valsavaranche.
Due giornate di splendido sole che ci hanno fatto arrampicare in uno scenario grandioso, unico neo un ghiaccio un po' duretto con spiccata tendenza alle lenti. Grandiose anche le innumerevoli scariche di neve sulle cascate del lato opposto della valle, che hanno avuto un effetto didattico moooolto superiore a qualsiasi lezione e dispensina sul pericolo valanghe.

Come al solito tutti si sono tirati egregiamente fuori dalle difficoltà, suscitando in qualche caso l'ammirazione contusa delle cordate sottostanti (tutto vero). Contusa perchè le lenti hanno la naturale quanto spiacevole tendenza a precipitare di sotto anche se chi le stacca e' un triangolatore da paura, e sottostanti perchè domenica ci siamo svegliati alle 6.00am pur essendo a 20 min dalle cascate e quindi ci trovavamo in pole position anche su quelle affollate.

La giornata di sabato ha visto protagoniste assolute la cordate che si trovavano sulla cascata di Rovenod, per via della presenza sui tiri di sopra del famoso scalatore Manu Ibarra. Alla scoperta della principesca provenienza dei blocchi di ghiaccio che si fiondavano (come quelli plebei del resto) sulla testa dei Nostri, oltre al misterioso fenomeno fisico percui i succitati blocchi cessano di colpo di far male anche quando, maligni, ti centrano le ditine, si è registrato anche il discutibile fenomeno dell'accaparramento dei medesimi a scopo collezionistico e di lucro (se li volevano rivendere, stile pezzi del muro di berlino....). Le corde del corso toccate da Manu, giacciono ora in un sacrario opportunamente attrezzato di reggimoccoli, a Milano in sede.

Maiuscola prestazione anche della cordata che domenica si e' recata alle placche di rovenod. Più che sul ghiaccio la maiuscola è da ascriversi alla discesa, percorsa interamente scivolando col culo giù per il canalone e successivo pendio, per un totale di 300m di dislivello sulle chiappe. Son cose belle.

Da registrare la scomparsa di Luciano S., irrintracciabile per tutto il uichend e tuttora (lunedì pomeriggio) missing in action. Comparirà solo per le torte?

Notevole anche il commento di un allievo (filippo) alle peripezie di un direttore.
Premessa necessaria: il diretur con due allievi e la cordata di Riccardo, domenica mattina puntava a una bella colata sul lato destro della valle, ma giunti al parcheggio titubava parecchio per via di un avvicinamento da incubo e per via dei piccoli pendii sovrastanti. Alla fine si decideva di andar via adducendo a motivazione le possibili scariche che si potevano produrre durante la giornata, complice l'insolazione e il rialzo previsto della temperatura. Dopo qualche ora, dal lato opposto della valle assistevamo al concerto delle slavine. Ancora: a fine cascata, tornati alla base, il diretur costrige tutti a tenersi il caschetto, adducendo la presenza di festoni di ghiaccio bagnato sopra la capoccia. Tempo 5 minuti uno dei festoni ci viene a fare gradita visita alla base.
Ecco allora il commento notevole (e salace): "Mi sa che il direttore o è molto bravo o porta sfiga...."
Mi cruccio ancora per darmi una risposta.....

Veniamo ora al giudizio universale, ovvero, come ormai di consutudine, a fine corso esprimiamo un giudizio sull'apprendimento della tecnica ad parte degli allievi. Lo facciamo anche perchè altrimenti gli allievi dell'anno scorso se la prendono a male....

Allora, in ordine rigorosamante alfabetico:

Carlo.
Sebbene si fosse presentato inizialmente come un promettente zappatore/disgaggiatore, nel tempo ha acquistato una notevole dose di grazia e leggiadria, che gli permettono di triangolare con classe.

Fabio.
cascatista con alle spalle già alcuni tiri da primo, si è destreggiato benissimo con la geometria, risalendo le colate rapido e silenzioso.

Filippo.
nuovo al mondo delle cascate, preso da un rapimento intellettuale per il mondo concrezionato del ghiaccio verticale, se l'è però cavata egregiamente, somatizzando il triangolo al punto giusto.

Francesca D.
anche lei nuova all'arrampicata su ghiaccio, ha però incorporato da subito il triangolo nella sua struttura genetica: siamo di fronte a una geometra, a una esegeta della spaccata a cui però non potete chiedere una sfalsata: quella proprio non c'è verso. Pazienza. Per il suo futuro da prima consigliamo maggiore attenzione nell'infissione delle picche, ma la corda dal basso lo farà tener presente assai meglio di noi....

Francesca G.
diciamo che il triangolo è stato compreso, un pò meno quella faccenda delle posizioni omolaterali e quella storia di far fluttuare il baricentro.... qualche altro tiro senza picche potrebbe essere la medicina giusta.

Gabriele
ottima triangolazione, grande motivazione, ci darà belle soddisfazioni.

Irene
Manu ci dice che se la cava molto bene..... cheffamo, ci crediamo?

Laura
scafatissima alpinista di lungo corso, entusiasta del ghiaccio ripido, ha tratto notevole profitto dai nostri insegnamenti, una allieva che dà delle soddisfazioni.

Luciano
fortissimo elemento, la cavia perfetta per Marcellino; peccato per la sua sparizione all'ultima uscita. Lo avranno rapito gli alieni? E se si, cosa penseranno del genere umano avendone pescato un esemplare alle 5.00am di sabato mattina bardato di tutto punto, picche alla mano, ma nei pressi di Rho?



Buon triangolo a tutti. Ci vediamo alla festa martedì, portate da bere/magnare!!!.

Marcello & (in pectore) Giorgio

VOTO 0/0/0/0 su scala 0-5

Data 17/3/2006