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Terza Uscita - Macugnaga - 9-10/2/2002

Quattro spicozzate in quel di Macugnaga

SABATO:

Raggiunta Macugnaga, il gruppo si divide, chi punta alla vicina colata Burchi II, chi alla misteriosa belvedere, lassù, al cospetto della titanica parete est del rosa.
Misteriosa perché secondo gli autorevoli appartenenti al soccorso alpino della Valdossola, incontrati al parcheggio, la cascata non esisteva, insieme con quella di rosareccio, data per "al limite".
Ma non ci convincono! Decidiamo di pigliare la funivia per fare prima e andare a vedere, semmai torniamo in tempo per salire burchi II.
Alla fine della funivia la cascata di rosareccio si appalesa per quello che è: formata ma brutta. Decidiamo con ardimento di proseguire per scovare belvedere.
Dopo una massacrante risalita di piste da sci, che quando si sale con lo skylift non sembrano così ripide, la intravediamo. Appare perfettamente formata, ghiaccio azzurro.
Per poterla raggiungere ci tocca tornare indietro, scendere in un canalone e risalirlo battendo traccia nella neve fresca in mezzo agli sfasciumi.
Un divertimento che Guido sceglie di fare proprio dall'inizio alla fine. Grazie.
Fabio perde i sensi più volte durante la marcia, non è in forma: troppe sveglie presto, troppi voli, troppe hostess.
Il ghiaccio azzurro si dimostra essere un illusione della fatica: la realtà prevede granatina bagnata e crosta di 2cm staccata di 15cm dalla colata nei tiri dritti, un godimento.
Mentre salgo mugugnando il tiro "in crosta", Guido che scala al mio fianco mi zittisce con un imperioso: "insomma silenzio, c'è gente che scala qui!".
Calano mutismo e rassegnazione. Possibile che se il reparto assistenza Fiat lo deruba, debba fare il culo a me?
Durante le doppie assistiamo alla doverosa litania di contumelie che il vice produce all'indirizzo di Guido, allorchè questultimo decide di gettargli le doppie in testa pur avendo quasi 80 metri di cascatone a disposizione. Un vero peccato non avere un taccuino per segnarsi alcuni passaggi coloriti degni del boccaccio.

I climber diretti a burky II forzano, non senza qualche polemica, il blocco operato da quelli del soccorso alpino in esercitazione "propriolì" e scalano beati.
La discesa li vede protagonisti di doppie discutibili, con pendolate alla ricerca di alberi, strapiombi, corde fisse: insomma tutto il classico repertorio Pantani ad eccezione della staffe, malviste, in epoca di senza dragonne. A parziale discolpa bisogna dire che le doppie canoniche erano sepolte dalla recente nevicata.

Alla sera tutti nell'accogliente alberghetto a meditare sul da farsi per il giorno dopo.
Riappacificazione serale di Giorgio e Guido davanti alla pasta pasticciata e al vermetino di gallura.

DOMENICA:

Il gruppo degli eroi di belvedere punta oggi su burky II, il resto passa in valle antrona alla ricerca di "primi passi" una cascata di grado 3+ suggeritaci dalla cordata tutta femminile aggregata al corso
che l'ha scalata il giorno prima.
Durante la giornata scalatoria presso burchi II si segnalano al lustro della cronaca:
Fabio, che compie da primo di cordata il primo tiro del cascatone
Guido, che inaugura l'era del senza dragonne e imbrocca le doppie giuste (complice il fatto di aver scalato la stessa cascata la settimana prima, senza neve)
il direttore, che si inventa di sana pianta un sistema per fare una doppia su abalackov con recupero del cordino.

Gli ardimentosi in valle antrona invece vagano per ore alla ricerca della colata suggerita, finendo per stabilire che quest'anno non esiste.
Si impone un quesito, checcacchio hanno scalato le tre disorientate ieri?
Dopo accurate ricerche da parte di Bruno, che utilizza tutti gli indizi reperibili in loco: impronte, rametti spezzati, indicazioni dei locali, segni sul ghiaccio fino ad arrivare a seguirne l'usta,
si stabilisce che la cordata femminile ha salito e probabilmente aperto un grado 2, battezzato da MaxPantani "La colata della sciura Pina".
Prima ripetizione invernale ad opera del corso cascate SEM. Son soddisfazioni.

La giornata Finisce in quel di Piedimulera, a polenta e salsiccia (assai discutibili) e birretta per la festa di carnevale.
Il prossimo appuntamento è per martedì sera in sede, per la festa di fine corso, prima peró il vice ha imposto la proiezione forzata
dell'intera corazzata Potiomkin sull'assicurazione dinamica. Lacrime obbligatorie alla scena della carrozzina.

APPENDICE:
Alleghiamo la consueta valutazione allievi di fine corso, un po' per non interrompere una tradizione, un po' perché altrimenti gli allievi dei corsi precedenti si incazzano.

Marco:
pur avendo partecipato a metà delle uscite sembra aver assorbito il triangolo al punto giusto, consigliamo ancora qualche mulinettata per farsi entrare in testa i movimenti e qualche seduta di ripasso manovre.

Fabio:
me cojoni, er barone rosso triangola che è un piacere, piomba sui cascatoni come un caccia, cabra sulle manovre, e bombarda pure poco. Se non fosse per le hostess che lo sfiancano
lo iscriveremmo volentieri alla prossima WIC (che per gli ignoranti traduciamo in World Ice Cup).

Paolo:
ritirato per motivi personali, quindi gli piazziamo un bel NC, e tanti saluti, come al liceo. Rimandato a settembre, al corso di arrampicata libera, dove ce stanno gli spit.

Maurizio:
se mi aggiusta la moto gratis sono disposto a scrivere quello che vuole.
[contrariamente all'inizio, in cui sembrava essere il miglior candidato disgaggiatore di quest'anno, col tempo è diventato un agile triangolatore, ci suscita alla mente quel fil di walt disney "fantasia" dove leggiadri ippopotami danzano su cristalli di boemia. Con un paio di picche decenti e un filo di attenzione in più a dove mette i piedi potrebbe fare ancora meglio.]

Daniela:
cosa aspettarsi da questa esperta ghiacciatrice, dal curriculum importante, già istruttrice della scuola? ma naturalmente uno spettacolare susseguirsi di triangoli. Se proprio dobbiamo/possiamo dare un'ultimo suggerimento, consiglieremmo di provare a impostare più frequentemente anche sfalsate, spaccate e bilanciamenti per farli entrare nel repertorio di movimenti abituali. [e magari se continua a scalare, anche due belle picozzette nuove non guasterebbero, visto le dita che si concia....]

Antonio & Nicola:
un bel balzo per degli speleologi, dobbiamo dargliene atto: li abbiamo visti inizialmente spaesati in un mondo all'aperto, al sole (si fa per dire), tutto ricopero di sglissa traslucida....
tuttavia si sono ben ambientati e cominciano a triangolare con gusto.

Alessandro:
ci sembra di riconoscere in lui l'alpinista di impostazione classica convertito al triangolo, ma non completamente convinto. Come a dire: lo faccio, mi riesce anche, ma mi fido?
abbiamo la sensazione che trovandosi da primo sul difficile..... tanti cari saluti al triangolo. Tuttavia questa è una cosa che succede a tutti all'inizio, e poi qui siamo al limite dell'analisi psicoanalitica
e quindi stiamo essenzialmente tirando a casaccio.

Alé,
buon triangolo a tutti.

Marcello & Giorgio



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Data 17/3/2006