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Pizzo Cassandra - 15 e 16 Giugno 2013

Grazie raghi, sono molto orgoglione delle mateforiche pacche sulle spalle, e con sommo piacere vi informo che darò una seconda chance ai materiali sulla Weissmies. Ho installato all'interno degli scarponi un sistema astruso di moschettoni e paranchi per sbombarli. Sperem...

James

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Data 19/6/2013
A quanto pare il connubio Cassandra - Nepal Evo è letale per i malleoli di molti.
Comunque sia, ho potuto apprezzare in prima persona lo stoicismo di James e devo dire che si merita una bella pacca sulla spalla, la quale - si sa - nell'alpinismo è il più alto riconoscimento.
Complimenti anche per il bel resoconto.

Alessio T.

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Data 19/6/2013
Grande James!!!!!!....... stoico fino in fondo!

La Nutria

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Data 19/6/2013
....nella mitologia greca Cassandra era una profetessa condannata a rimanere sempre inascoltata.....

Quindi tu allievo del cda2014 che ti appresti ad affrontare la salita al Pizzo Cassandra coi tuoi bei scarponi "La Sportiva Nepal" nuovi di pacca.... fai una bella cosa, leggiti le sofferenze patite dai tuoi predecessori nel 2012 e 2013, e vai di corsa a cambiare sti scarponi finchè sei in tempo, perchè Cassandra ti ha avvertito.....

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Grande James!! sei stato tosto e stoico!
Ma meno male che ti è capitato Alessio come istruttore...... Il tuo predecessore non se l'è passata così bene.....
E mi raccomando per la Weissmies cambia scarponi!!!!

Comunque Bravi Tutti!!!
Weekend davvero splendido!!!

Federico S.

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Data 19/6/2013
Chapeau, James, chapeau!

Gigi

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Data 18/6/2013
"I know what you did last summer" (on Cassandra's Peak)


La sera di sabato lo avverto, dopo una giornata di didattica su ghiacciao. Malleolo sinistro esterno, parte bassa. Dà fastidio da pressione und sfregamento. Scarponi nuovi. Dai, domani passerà.

L'Orrore puro (quello del colonnello Kurtz) si materializza domenica mattina, che per chi non ha mai frequentato il CdA corrisponde al sabato sera + 3 ore. Nel momento esatto in cui calzo le pedule sotto la stellata.
Il momento più difficile non è quello del massimo sforzo. E' all'inizio dell'escursione, appena raggiunte le roccette del torrente. Lì capisci che ti accompagnerà per tutto il giorno ed è lì che ti balena l'idea di tornare indietro. Ma c'è del margine, puoi stringere i denti. Poi soprattutto va onorato quel cerotto di antidolorifico sfoderato dall'arsenale di Martina (che andrebbe inserita nel materiale del corso sotto la voce "obbligatorio"). Tiro fuori pure la bustina di aulin, la fagocito e riparto. Crepi l'avarizia.
L'effetto cessa e poi passano mezzore in cui guardi ebete solo la neve davanti a te, centellinando i movimenti. Ti fa forza l'immaginare dove sarà la prossima sosta. "Non è possibile, ma lasciami in pace". Parli da solo nella tua testa. Ti torna in mente la smorfia di 30° sul labiale del Diretur quando gli paventavi l'inconventiente: arrivato a metà corso capisci che questi segni vanno letti come grado ED.
Sul pendio da scalinare senza pause Sant'Alessio chiede se va tutto bene. "sì, sì..." -dieci secondi di elaborazione- "Cioé, no, fa male". L'agilità di un pinguino e l'arguzia di uno struzzo.
A un certo punto esci nella luce e un momento dopo sei in cima alla cattedrale. In mezzo a tanti amici ma parli poco. Un misto di appagamento, raccoglimento e incredulità. Diffile descrivere.
La discesa è immaginabile. Fermarsi non serve: a ogni ripartenza il male aumenta. Non riesci neanche a cavar fuori un barcaiolo al primo colpo. Senti le pulsazioni del cuore nel piede. Apri le ghette e fai entrare neve. Non sai più che inventarti. Carezzi l'idea di strangolarti col prusik. Ti risvegliano scariche ammonitrici dal Disgrazia. Perdi e riacquisti morale 700 volte. Le altre cordate spariscono dietro il fianco della montagna.
Allievi di altri corsi interrompono la didattica alle accoglienti stazioni e mi guardano con sospetto. Non giudicatemi, un tempo ero come voi.
Finisce il ghiacciaio. Ci sleghiamo. Petra mi chiede se voglio che porti lei la corda. La mamma che chiede al figlio lo zaino mentre lo accompagna al primo giorno di scuola. Per qualche motivo arcano scandisco un secco "...bshgh afhgh shbl no grazieh...".
Il rifugio diventa sempre più grande, che storia. Evidentemente si è avvicinato lui, altrimenti la cosa non torna. E' la tettonica a zolle, me l'hanno spiegato.
Mentre gli altri sono all'ammazzacaffè, tu davanti alla polenta taragna che ti fissa languida pratichi il debriefing interiore. Ne è valsa la pena? Sì tutta la vita, esitazioni zero.

A casa. Tornano in mente le parole di Simone "anche l'anno scorso un ragazzo con quel tipo di scarponi ha avuto lo stesso problema". Per qualche motivo prima di andare a letto apri il sito della SEM e finisci sui commenti al Cassandra 2012. Trovi il post fiume di quel ragazzo. Potrei copiarlo e incollarlo, basterebbe sostituire i nomi. E' uno solo, ma potrebbero essere essere centomila. A quel punto capisci: era tutto già scritto. Fai parte di una comunità. Il post narrativo patetico-demenziale in tempo presente con passaggi in seconda persona viene da sè.
Allievo del 2014, ti saluto.

James

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Data 17/6/2013
cda13 4 - pioggia 0

vi stimo..

Max

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Data 17/6/2013
Ciao Sara!!
beh... avere password prevedibili ha i suoi vantaggi!
Almeno qualcuno la usa che questo CdA13 è un po' pigro in quanto a messaggi... :-)

stai serena
Max

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Data 11/6/2013
Ciao ragazzi!
Max non è tua figlia che ha già imparato ad andare in Internet, sono io ... "state sereni!"
Visto che le password sono tutte uguali, volevo mandare un salutino al CDA 2013 :)

Buona uscita al Cassandra, la prima cima su ghiacciaio a me aveva entusiasmato! spero anche a voi!
Baci
Sara (cda 2012)

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Data 10/6/2013